Pensa puro, pensa naturista
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Il Naturismo o nudismo, come viene definito in alcune parti del mondo, è nato all’inizio del 20esimo secolo come movimento finalizzato alla salute e al benessere psichico e fisico e da allora è cresciuto a tal punto da diventare un movimento mondiale tra persone che considerano uno stile di vita senza vestiti benefico per la mente e per il corpo. Il naturismo è un ideale umanistico che prende spunto dal mondo classico greco e dai moderni precetti medici, psicologici ed ecologici, per avere un rapporto più corretto verso se stessi, gli altri e l'ambiente circostante. |
| La Federazione Naturista Internazionale (INF-FNI), che coordina un gruppo di circa 30 nazioni diverse, conta in questo momento di 2.5 milioni di membri iscritti. A questi si aggiungono tutte quelle persone che per ragioni di clima o di impegni di lavoro possono godere di uno stile di vita naturista limitatamente al periodo delle vacanze facendo così raggiungere il numero dei partecipanti al movimento a 10 milioni. Per la maggior parte di questi individui l’idea di una vacanza confinata alla “fastidiosa prigione” di un costume sarebbe impensabile e per questo motivo negli ultimi anni si è assistito ad un aumento esponenziale dei luoghi di vacanza adatti ad ospitare questo tipo di clientela. |
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Essere naturista trascende il semplice gesto di togliersi il costume, è piuttosto uno stile di vita totalizzante caratterizzato da un certo modo di approcciarsi al mondo e al genere umano: “il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell’ambiente” (definizione ufficiale di “Naturismo” coniata da Francis Schelstraete in occasione del XIV Congresso Naturista Mondiale del 1974). |
| La nudità è una parte essenziale del naturismo in quanto permette di ritornare ad una sorta di stato naturale in cui la sessualità si libera dei substrati artefatti per essere vissuta senza malizia, ossessione o perversione alcuna. La nudità in comune infatti ha come caratteristica quella di far dimenticare a chi la pratica, dopo un certo tempo necessario all’adattamento, di essere nudo creando così una sorta di parità, fratellanza e uguaglianza tra le persone. Spogliandosi dai simboli che li costringono ai loro status originali, i naturisti hanno la possibilità di svincolarsi dall’appartenenza di classe, genere, età o provenienza geografica. “Questa è libertà assoluta, quella che ci libera dai nostri affanni, dalle nostre passioni, dall’oppressione del nostro inconscio, dall’ansia di essere aggrediti o anche solo criticati dal mondo convenzionale” (D. Agnoli, 2002). |

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Infatti il corpo assume una funzione diversa rispetto al mondo tradizionale, al mondo dei “tessili” come lo si chiama in gergo naturista. Il corpo nudo è sempre considerato bello dal naturista in quanto opera d’arte in sé e ogni forma di oppressione, sfruttamento, maltrattamento dello stesso viene combattuta strenuamente dal movimento. Il corpo del naturista non dev’essere a tutti i costi bello secondo i parametri convenzionali, ma è bello in quanto luogo in cui si fondono salute fisica e psichica. il rispetto di sé, del benessere del proprio corpo e della propria mente viene perseguito attraverso un’alimentazione corretta, una vita sana e sportiva; il rispetto degli altri invece viene ricercato tentando di superare pregiudizi e gelosie.A fare da sfondo a questa etica naturista è fondamentale il rispetto, implicito nell’etimologia della parola stessa, verso l’ambiente circostante e la natura che generosamente ci ospita. |
| L’esperienza naturista è, come tutte le esperienze umane è immersa in un contesto più ampio in cui non si può prescindere dalla natura “buona e cattiva” presente in ogni uomo. L’etica naturista (dal greco ethos, “norme di vita”) propone un insieme di regole utili ad equilibrare queste forze centrifughe, orientando l’individuo verso una vita naturale raggiunta attraverso la pratica della nudità integrale e collettiva. “la nudità in un mondo difficile è il mezzo più umile e più grande che ci consente di vedere oltre” (Lecocq) |
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